Contratti a zero ore: guida caffettosa al contratto più flessibile (e Furbo) del Regno Unito
- HR Espresso

- 4 giorni fa
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Hai presente quando entri in un bar e chiedi un caffè, ma il barista ti dice: “Ti chiamo quando ho bisogno”? Benvenuto nel mondo dei contratti a zero ore.
Se vivi nel Regno Unito, è molto probabile che tu ne abbia già sentito parlare, soprattutto se lavori nella ristorazione, nella logistica o nei settori stagionali. Ma cosa significa davvero lavorare con un contratto così? E come stanno cambiando le regole nel 2026?
Ecco la tua moka-guida aggiornata, tazzina dopo tazzina.
Cos'è un contratto a zero ore (e perché potresti firmarlo)
Un contratto a zero ore è un accordo in cui il datore di lavoro non è obbligato a offrirti ore di lavoro e tu non sei obbligato ad accettarle. È diffuso in settori come:
Hospitality e ristorazione
Magazzini e logistica
Università e centri eventi
Sanità (es. "bank shifts")
Pro:
Flessibilità totale (puoi dire no ai turni)
Utile se studi o hai altri impegni
Puoi lavorare per più datori
Contro:
Nessuna stabilità sul reddito
Turni comunicati spesso all’ultimo minuto
Più difficile pianificare la tua vita (o pagare l’affitto)
Esempio reale: Matteo, 25 anni, lavora in un pub a Manchester. A dicembre fa 30 ore a settimana, a gennaio ne ha 8. In pratica? Una retribuzione ballerina che rende difficile ogni pianificazione.
Le novità del 2026 - Più tutele, meno amaro
Il nuovo Employment Rights Act 2025, in vigore da aprile 2026, ha introdotto una serie di diritti fondamentali per chi lavora con contratti flessibili. Ecco i 4 cambiamenti principali:
1. Ore garantite dopo 12 settimane
Dopo 12 settimane di lavoro regolare, puoi chiedere un contratto con ore minime garantite (Predictable Working Pattern Request) che riflettano la media delle ore lavorate. Il datore ha un mese per rispondere, accettare, proporre alternative o rifiutare, con una motivazione valida.
2. Turni da comunicare in anticipo
Ora il datore è obbligato a fornirti un preavviso "ragionevole" per turni e modifiche. Niente più chiamate mezz’ora prima di un turno. Il termine preciso dipenderà dal settore, ma ACAS consiglia almeno 3-7 giorni.
3. Compenso per turni cancellati all’ultimo minuto
Se un turno viene cancellato con scarso preavviso, hai diritto a un compenso parziale o totale. L’obiettivo è ridurre la perdita economica dei lavoratori causata da modifiche improvvise.
4. Stop alle clausole di esclusiva
Le clausole che ti impedivano di lavorare altrove sono ora illegali. Puoi collaborare con più datori contemporaneamente, senza temere ritorsioni.
Come sopravvivere (e prosperare) con un contratto a zero ore
Nonostante i progressi legislativi, servono testa e organizzazione. Ecco la checklist HR Espresso:
Checklist di sopravvivenza:
Tieni traccia delle ore lavorate e dei turni
Pianifica il budget su base settimanale
Chiedi ore garantite se i turni sono regolari
Conserva tutte le comunicazioni con il datore
Prepara una seconda entrata (es. altro impiego, studio, freelance)
RISORSE CONSIGLIATE
Per ulteriori dettagli, puoi consultare le linee guida ufficiali sui siti Gov.uk, CIPD.org, acas.org.uk.
UN SORSO ALLA VOLTA
Un contratto a zero ore non definisce il tuo valore, ma è un contesto da gestire con intelligenza. Le nuove tutele del 2026 aiutano, ma sei tu a dover tracciare i confini tra flessibilità e sfruttamento. Con pianificazione, consapevolezza dei tuoi diritti e un pizzico di spirito HR Espresso, puoi costruirti un presente dignitoso e un futuro più stabile. Una tazzina alla volta.
Veloce, Intenso e Diretto – HR Espresso.
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